giovedì 15 novembre 2007

PALLAFATU’ – MARCHIGIANA 1-1

Savio. Nei minuti di recupero, quando già pregustava la sensazione di mantenere la sua porta intonsa, scopriva invece una sensazione familiare ai travoni di via Rubattino. Deflorato.

Pietro. In buona condizione fisica, si fa apprezzare per belle discese e interventi decisi. Ma la sua irruenza giovanile lo porta spesso fuori posizione. Pietro, torna indietro.

Sceriffo. Il rinvio incerto nell’azione fatale che ci toglie la vittoria pesa come il menhir di Giuggianello sulla sua coscienza e su una prestazione altrimenti buona. Derelitto e castigo.

Gianluca. Essenziale ed elegante come un libero di altri tempi, commette un solo errore (un liscio vistoso) in tutta la partita. Neanche stavolta riesce a concludere il match senza infortuni: esce appena pochi secondi prime delle fine, ma sono secondi fatali. Cravero.

Germano. Quello che porta alla sua espulsione è un gesto irresponsabile che mette in grave difficoltà la squadra e che gli farà saltare anche il big match di giovedì prossimo. Per giunta, in un momento così delicato per il calcio italiano noi atleti professionisti dovremmo essere i primi a dare l’esempio con un atteggiamento leale e rispettoso. Però quell’arbitro era un’enorme testa di cazzo. Clap clap.

Il Capitone. Cerca di svolgere il compitino, inseguendo avversari troppo veloci e gli ultimi sprazzi di gioventù. Ripetente.

Alvaro. Ha scatto bruciante e buona tecnica ma pecca di eccesso di altruismo sotto porta. Chino, non cinico.

Alberto Oliva. Dopo alcune prestazioni in lieve calo, una prova maiuscola. Una prodezza del portiere gli nega l’eurogol che avrebbe meritato. Ma è solo questione di tempo. DOP.

Gabriele. Gioca con più personalità, denotando una propensione “argentina” al dribbling e alla penetrazione centrale che però in un’occasione rischia di costare caro. Riquelme.

Dino. Non sfigura, ma la cosa più memorabile della sua serata è la battuta sul dentifricio consigliato dai dentisti. Dino Risa.

Arturo. In una partita con poche occasioni da gol, si deve “accontentare” di una sola marcatura. Il pallone del raddoppio esce fuori di una “nticchia”. Ma di questo passo polverizzerà il record di Angelillo. Art-Uno.

Cristian. Per una volta che non fa un fallo killer ma solo un lieve contatto, forse fortuito, l’avversario di turno stramazza al suolo e piange come se un taxi Ford Mondeo a pieno carico gli fosse salito sui coglioni, avesse tirato il freno a mano e il conducente fosse uscito a prendere il caffè calpestandogli la faccia. Turbodiesel.

Alby Anguilla. Con grande scelta di tempo e senso della posizione intercetta diversi palloni di testa, mandandoli però in direzioni incompatibili con le leggi della fisica. Che cranio si cela sotto quei riccioli? Hello Spank.

Daniele (Charlie). Come presidente (o è il segretario? Boh...) ci aspettiamo una sua dura presa di posizione contro l’indegno operato dell’arbitro. O almeno poteva chiuderlo nello spogliatoio come Paparesta. In campo è sembrato meno incisivo del solito. Puff puffo.

Nicola. Sky ha “l’uomo dei gol”, lui ieri è stato, con alterne fortune, l’uomo dei calci piazzati. Ha un’occasione per tirare a rete, ma si porta il pallone sul destro, che non è il suo piede. Angelo dalla faccia sporca.

Ciobo. Andato in bianco in via Rubattino, resta in astinenza anche sul campo da calcio. Il gioco brasiliano lo ha imparato dalle sue compagnie notturne in zona Ripamonti, ma speriamo che tante privazioni non aumentino la sua aggressività. Cintura nera di castità.

Il Mister. Insistiamo: il panettone lo mangerà. Ma solo a patto che venga servito il 24 a mezzanotte in punto. Se dovessero aspettare qualche minuto in più, rischierebbe di lasciarselo sfuggire. Cesarini.

Nessun commento: