Savio. Si libra come un passerotto di 90 chili e va a spolverare il sette, si salva con un colpo di reni da un rimbalzo traditore, ma la parata più importante è quella di faccia, che gli cambia – in meglio – i connotati. E la porta resta inviolata. God Save Savio.
Gianluca. Gioca con orgoglio ed esperienza adatti a un tifoso della squadra più antica d’Italia. Roccia, anzi Scoglio.
Pippo. Una delle sue migliori partite. La resistenza fisica, l’abnegazione e soprattutto la mancanza di falli assassini e reazioni isteriche sono stupefacenti, come le sostanze di cui si sospetta abbia fatto uso. Pippo da sballo.
Claudio Greco. Si erge a baluardo insuperabile della difesa, bello e onnipotente come una divinità classica. Clau-DIO GRECO
Germano. Si erge a baluardo insuperabile della difesa, bello e onnipotente come una divinità... germanica. Walhalla.
Charlie. Sbaglia due interventi in tutta la partita. Per il resto spazza, rilancia, imposta, suggerisce, incoraggia, risultando uno dei migliori. Il suo doping è il vino rosso. Cirò Ferrara.
Paolo. Il portiere avversario è Scilla, il palo lontano è Cariddi, lo spazio in mezzo è... stretto. Transfast Group sembra il nome di una compagnia di traghetti, ma è il suo destro mitologico a traghettare la Pallafatù verso la sua seconda vittoria consecutiva. Amodeo gratias.
Alberto O.. Abbiamo finito gli aggettivi per questo centrocampista dal tocco vellutato e dal lancio illuminante che ieri ha corso più del solito sradicando palloni dai piedi degli avversari. P-Oliva-lente.
Pablo. Centrocampista moderno, dà un’interpretazione personale della migliore e più recente scuola spagnola. Pablegas.
Il Capitone. Quando il Mister dice che non vuole vedere gente camminare in campo, lui pensa “allora mi toccherà stare fermo”. Chiamato a giocare l’intera partita, e a centrocampo, dà fondo a tutte le sue (poche) possibilità. A sette minuti dalla fine gli appare l’Arcangelo Gabriele sulla porta di Savio, ma l’importante è che quella porta, anche un po’ per merito suo, sia rimasta sbarrata. Mi(s)tico.
Arturo. Dove passa lui non cresce più l’erba. Suazo.
Il Mister. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: stavolta non ha sbagliato nessuna sostituzione. Un uomo solo al comando.
Gli assenti ingiustificati. Vafangulo.
giovedì 6 marzo 2008
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