mercoledì 12 marzo 2008

ADACI – PALLAFATU’ 0-1

Savio. Il magnaccia di via Ridola manda ancora in bianco gli avversari, come fossero un Confortini qualsiasi alle prese con una delle sue tante amiche. Puntuale nelle prese basse, prodigioso su un paio di colpi di reni, compreso il tentativo di autogol di Germano. Muro Lucano.

Pippo. Pur con qualche disattenzione di troppo e con evidenti limiti nel gioco di... rimessa, mostra le solite doti da lottatore e una totale dedizione alla causa. Pippo BellInzaghi.

Germano. Saggia i riflessi di Savio, sguazza nella fanghiglia che è un piacere, non tende mai a strafare e alla fine porta a casa il risultato. Fieno in Cascina Gobba.

Gianluca. Si piazza quasi subito davanti alla difesa per rimettere ordine in un centrocampo insolitamente sfilacciato. Ci riesce solo in parte, nonostante la prestazione più che buona. Centromediano casinista.

Charlie. Con tipico accento del Tacco, sussurra nelle orecchie del malcapitato avversario: "Ti voglio curare curare, posandoti un gomito sulla giugulare, così tu nella pioggia più fuggir non potrai, e accanto a me tu resterai". Legato a un Granillo di sabbia.

Il Capitone. Nei primi dieci minuti quella di sua competenza sembra una corsia riservata telepass: gli avversari passano senza neanche fermarsi. Poi diventa un casellante pignolo, e se qualcuno lo supera, lui almeno gliela fa pagare. Fa anche qualche diagonale, pur non sapendo bene come e perché. Cavenago-Cambiasso.

Alvaro. Spunti di classe e lavoro muscolare. Di tutto un po’, tanto per gradire. Tapas.

Alberto. Sarà che con quella pioggia non si poteva tenere niente all’asciutto, ma il centrocampo non è la solita diga. Lui va un po’ a spasso, ma con un gioco senza fronzoli all’inglese contribuisce alla conquista del prezioso 0-1. Oliverpool.

Paolo. Un longilineo come lui nel cuore della battaglia sembrava dover fare la fine di un fenicottero nelle sabbie mobili, invece tiene botta con dribbling secchi, contrasti e tentativi di rilancio. Correrà pure a vuoto, ma corre. Vieira bianco.

Dino. Dopo la sua prestazione si sospetta che il lungo infortunio sia stato in realtà una scusa per poter partecipare a uno stage di gioco sulla fascia nella natia Reggio. Né Mesto né Modesto.

Arturo. Lo schema della squadra somiglia sempre più a quello disegnato sulla lavagna da Pelé in "Fuga per la vittoria". I palloni buttati alla bell’e meglio in avanti nella speranza (o certezza?) che prima o poi lui inventi qualcosa, impongono una leggera modifica al nome della squadra. PallafArtù (copyright Gianluca).

Il Mister. Resta aperta ogni ipotesi sulla sua momentanea sparizione verso la fine del primo tempo: vescica debole? Naso incipriato? Sveltina a Gessate? Il suo credo – più che mai su un terreno del genere – resta sempre lo stesso: palla lunga e pedalare. Marco Pantano.

2 commenti:

Ciobo ha detto...

non viene nessuno a commetare?

Che palle!

Anonimo ha detto...

come no??!
commenta chi non gioca!
il blog è sempre + bello, certo quella foto potevi evitarla SAVIOLA! :-D

Capitan Futuro