venerdì 8 febbraio 2008

FC Pallafatù 2 - Print & Copy 2(Le pagelle delllo Sceriffo).

Savio: L’inizio non è dei migliori, e non stiamo alludendo a quel gol su punizione subito nei primissimi minuti, quanto a quella fialetta umana sganciata negli spogliatoi nel pre-partita che ha la forza di narcotizzare propri compagni per i primi 10 minuti. Lui, il resto della gara la passa pensando più alle feste da organizzare piuttosto che ai filtri anti-blog subiti nel mentre un fraintendimento dovuto forse ad errata comunicazione materano-calabrese con un mezzo falletto annesso gli regala pure il secondo gol avversario. httpS cercasi.



Charlie: la Ruota della fortuna, intesa come assenze e decisioni del mister, lo porta ad agire da terzino destro senza demeritare. Dispensa consigli di varia natura a tutti, non accontonando peraltro vista l’ultima famosa errata diagnosi, nemmeno il ruolo di medico della squadra. Dal funzionamento delle reti fino alle disposizioni tattiche, trova persino il tempo di redarguire il mister a partita in corso in merito alla marcatura da eseguire, ha sempre la parola giusta (?) per tutti i momenti. Ghe pensi mì



Claudio: parte con qualche licenza di impostazione di troppo per poi passare a modi meno eleganti e più essenziali nel prosieguo di gara. Un po’ sfortunato nel secondo gol dove non si capisce se fosse distratto lui o l’arbitro, nel dubbio prova il riscatto quasi immediatamente fiondandosi in area avversaria nella maniera meno leale possibile. Il triplo carpiato alla Inzaghifilippo che regala agli increduli spettatori non viene premiato nemmeno dai voti dei giudici a bordopisc… ehm bordo campo. Tania Cagnotto



Germano: sempre più sostanza che apparenza, forse sarà per quello che esibisce degli insoliti pantaloncini bianchi che lo rendono il più visibile dei nostri difensori e purtroppo per lui anche per l’arbitro che gli rifila sotto il naso l’unico cartellino giallo della gara (capito OLIVA l’unico!!) .Voci di corridoio dicono più per i pantaloncini che per l’entrata. Per il resto su quel campo scivola che è un piacere come fosse all’acquasplash. Catarifrangente



Gianluca: sempre più libero, sempre più libero (come sempre più in alto…di posizione). Davanti o dietro la difesa? Non importa lui è libero, va un po’ dove cazzo gli pare, cresce di partita in partita la sua voglia offensiva. Ruba a Pablo la palla del possibile vantaggio, manco fosse un Arturo qualunque. Per il resto prova a piazzarsi davanti alla difesa con licenza di avanzare più che di arretrare. I vecchi capitoni lo definirebbero un centromediano metodista. Al centro c’è , sulla mediana spesso, per il metodo ci stiamo lavorando. Mastella… il nuovo centro che avanza.



Alvaro: Esibisce sotto (e sopra) il fango la sua prestazione più robusta fatta di corsa, sacrificio nei ripiegamenti che la panchina gli impone, e lui non avendo l’autorità di un charlie tesoriere e capitano, esegue senza battere ciglio. Prova pure qualche bel taglio in area per appoggiare Arturo anche se ha una innata predisposizione a duettare con il connazionale Pablo. Joaquin

Pablo: all’impaccio iniziale in mezzo al campo segue minuto dopo minuto una gara in costante crescita di personalità e grinta senza mai far passare azione prima di tentato almeno un driblling (inizio a pensare che sia una clausola obbligatoria del contratto iberico). Scambia il Carraro per il Camp NOU e probabilmente avrà pur pensato che questi fetenti di italiani abbiano sbagliato il dosaggio dell’acqua nel tentativo di bagnare il campo per aumentarne la viscosità. Albelda



A.Oliva: aggressivo + con i compagni nel pre e post gara che con gli avversari nel campo alterna buone giocate con qualche pausa per far rifiatare il suo estro (?) o forse per assentarsi mentalmente dalla partita, tant’è che torna negli spogliatoi con convinzioni (leggasi ammonizioni) di carattere del tutto personali e cerca pure di convincere i sempre più increduli ed eretici compagni. Galileo



Albyanguilla : e venne il giorno in cui la ruspante chioma ribelle mise anche la testa a posto. Tiene posizione e uomo senza disdegnare qualche folatina in avanti ricavando anche il fallo da cui nasce il nostro primo gol. E come per ricaricarsi appena sente il fischio dell’arbitro tira fuori una sigaretta e un accendino per consumarla direttamente in campo. Resta ancora ignara la tasca quadri-dimensionale che contenesse il tutto. Pupazzo Doraemon



Confortini: il coro “pezzo di merda” si alza forte dalla panchina del Carraro. Ancora una volta, ancora lui. Ragiona al contrario il tassinaro più famoso di Via dei Missaglia: il mister gli chiede nel prepartita di stare attento ai falli, pronti via 4-5 falli fischiati, il più mite di questi risulta un fallo da tergo in scivolata. Mosse speciali: minaccia all’arbitro preventiva sul fallo e fallo sistematico. Ne fa talmente tanti da far credere all’assicuratore Oliva di avere preso almeno un giallo che avrebbe meritato quasi quanto il gol. Illusionista



Arturo: “datemi una palla e solleverò un attacco!” parte come un dannato su un campo di risaia, sfida le leggi della natura sul campo infame dribblando avversari e pozze. I 3 poveri difensori avversari lavorano come cinesi per stargli dietro. Quando sembra calare un po’ nel secondo tempo si materializza in area davanti al portiere trafiggendolo con una spettacolare sforbiciata in area da figurine Panini lasciando al malcapitato estremo difensore un espressione da quadro di Munch. ArtURLO



Mister: iniza intimando calma soprattutto ai suoi assistenti in panchina in perenne disaccordo con le decisioni arbitrali finisce con insultare il signor Vianello in giacchetta nera spendendo ogni tipo di offesa concessa. Da antologia il siparietto in panchina: con pallone fuori urla ai due assistenti di rimettere subito un pallone in campo non accorgendosi che ne Zoppas ne il Pube de oro sono nelle condizioni di calciare (non starebbero in panchina se no? VEROO??) allora prende il pallone in mano lui e nel tentativo di calciarlo in campo ci regala uno scivolone da giallappa’s. Vai col liscio X



Sceriffo: quando vede i sui compagni di nuovo in 11 come l’ultima volta della nefasta Cormano pensa subito al peggio, peggio che prosiegue dopo il gol subito al 3’ minuto di gioco.. poi si limita ad incitare i vecchi compagni che furono provando nel contempo un misto di orgoglio e nostalgia. Più utile da Guido che altrove. Relitto e Castigo



Ciobo: torna in auge il guardalinee più chiacchierato del panorama ACLI fa subito amicizia con la panchina rivale passandogli a più riprese davanti nelle azioni clou e partecipando al delirio di urla e grida contro l’arbitro. Apprezza in silenzio il commento della panchina avversaria (“come mi danno fastidio le squadre che urlano!”) per poi ripassare fischiettando davanti alla suddetta panchina in occasione del nostro definitivo pareggio commentando laconicamente e in maniera barbina “Pigliatevelo nel culo ora!”. OXford

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