lunedì 21 gennaio 2008

Pallafatù-Mondial Assistance 3-1

Pallafatù-Mondial Assistance 3-1 (Arturo, Charlie, Alberto, numero 7)

Savio: Più che il panettone sembra aver mangiato una ciambella visto il generoso girovita che si porta dietro. Il salvagente gli serve a galleggiare nel pantano e sfodera una prestazione maiuscola, non sbagliando nulla e tornando decisivo come ai vecchi tempi. Ciambellone.

Pablo ter: Sulla fascia si smarrisce come un pulcino bagnato che non trova più mamma papera, ma quando viene spostato in marcatura, e capisce dopo un giro di traduzioni cosa debba fare esattamente, si rinfranca e aiuta la squadra. Pablo è vivo.

Germano: Sognava una giornata di tutto riposo e invece gli tocca fare gli straordinari e inseguire un avversario davvero ostico. Dopo un difficile inizio si rinfranca e sfodera a più riprese il colpo della scivolata volante che lo ha reso famoso nei combattimenti clandestini di Popoli, ma sempre con la sua proverbiale calma e trascendeza. Kung-fucio

Pippo: al terzo rimprovero consecutivo da parte dei suoi compagni, decide di prendersi una pausa di riflessione e abbandona il campo trasformandosi in sbandieratore. Nell'intervallo viene convinto che non ce l'abbiamo con lui (tranne
Savio ovviamente) e quando è chiamato in causa dimostra sicurezza e convinzione. Non commette nemmeno un fallo grave e questo è un peccato. Cassano.

Gian: i primi venti minuti sono agghiaccianti: i palloni gli sfrecciano intorno come mosche impazzite e lui li manca praticamente tutti. Poi si rinfranca e nel secondo tempo cerca anche di impostare qualche azione palla a terra. Insulta due terzi degli avversari e poi a fine gara stringe loro la mano. Mastella.

Charlie: l'orda di barbari che si presenta sulla sua fascia nel primo tempo è da incubo. Spaventato dagli Unni che lo cingono d'assedio, si rintana sempre più sulla fascia, fino a scomparire dal gioco. Si materializza a cinque minuti dalla fine del primo tempo quando su punizione fa secco il portiere avversario con un tiro a girare che si insacca a mezza altezza, nonostante il tentativo di un difensore sulla linea che si sposta per farlo passare. Roberto Carlos.

Alvaro: per lunghi tratti del match dimenticato da compagni e avversari, quando riesce ad azionare le sue leve giunge spesso sul fondo, pur senza poi finalizzare l'azione. Sembra aver smaltito bene il panettone ispanico, meno l'alcool. Sangria.

Cristian: defilato sulla fascia si intristisce e rimane troppo spesso fuori dal gioco. Nel finale la sua grinta è però decisiva per mantenere il risultato. Deride Alberto che prova la botta da trenta metri e viene perculato. Pierrot.

Alberto O.: giunge al campo febbricitante e dopo la partita sostiene di stare
meglio: "Fare attività fisica fa bene alla febbre", sostiene. Pippo gli chiede giustamente se dopo il match andrà in palestra. Gigioneggia allegramente in mezzo al campo, lasciando correre la palla e soprattutto i compagni. La punizione con la quale fissa il punteggio sul 3-1 è un regalo a Cristian e una gemma preziosa, quanto inutile. Pirlesco.

Nicola C.: il tragitto Novi Ligure-Buccinasco non gli impedisce di correre per ottanta minuti, distribuendo generosamente calci e calcio. Colpisce anche una traversa e dimostra un'invidiabile condizione fisica. Sanna (il cinghiale di Sassari).

Arturo: segna quasi subito dopo la solita azione devastante. Dici: è giornata di goleada. E invece di smarrisce un po', cercando con troppa insistenza l'azione personale e incappondendosi in dibbling resi viscidi dal campo. Anche Re Artù merita una mezza giornata di riposo. Part-time.

Nicola P.: debilitato dalla febbre, gioca solo grazie a un'infiltrazione di Nutella e i risultati si vedono. Appesantito più del terreno, non riesce a garantire né appoggio ad Arturo, né una mano a Charlie-Maginot contro la sua orda di barbari. Sculli.

Mister: sazio forse del panettone e con la colomba ancora troppo distante per poter anche solo annusare l'odore dei canditi, sembra meno convinto del solito. Dopo 10 minuti finisce la scorta di insulti (meritati) per i suoi giocatori. Quasi rassegnato a prendere il gol del pareggio nel recupero (come al solito), ha uno scatto d'orgoglio proprio sul finale, quando litiga con l'allenatore avversario. Mazzone

Ciobo: manca il suo spirito e soprattutto un guardalinee e la squadra ne risente. Mai più senza. Rosina (con la pubalgia)

Sceriffo: manca e la squadra vince e Gianluca non si fa male. Sarà un caso? Omino nero

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