mercoledì 12 dicembre 2007

PALLAFATU’-INVISIBLE MADS 2-2

PALLAFATU’-INVISIBLE MADS 2-2

Savio. Le notti brave parigine lasciano i loro strascichi: una provvidenziale barretta di cioccolato lo rimette in piedi ma a farlo capitolare ci pensano i due gol, per i quali comunque non ha colpe. In uscita respinge tutto: palle alte e compagni di squadra. Mars attacks.

Pietro. Partita da protagonista. Un tiro destinato al sette per sfortuna gli viene respinto, un altro destinato a una comoda presa del portiere per fortuna gli viene deviato e diventa il gol del 2-2. Si lascia prendere la mano quando fantozzianamente prova la sorpresa in un calcio di punizione. Bogliacino.

Pippo. La sua potrebbe essere una volta tanto una partita normale. Ma due episodi la segnano profondamente. Il primo: il calcione (innocuo ma rumoroso e inequivocabile) rifilato a un avversario in piena area sotto gli occhi e le orecchie compiacenti dell’arbitro. Il secondo a un minuto dalla fine, quando fa un frontale con un Tir targato Matera sfuggito al blocco delle autostrade. Scarpata d’oro.

Germano. Ordinaria amministrazione per il nostro centralone. La tendenza a cercare sistematicamente l’anticipo anche a centrocampo, fa correre a volte qualche rischio di troppo. Mexes de noantri.

Charlie. In una partita con poche occasioni e tre gol su quattro in mischia, la sua abilità nei calci piazzati risulta preziosa. I suoi sinistri su punizione e corner sono stati sempre tesi e quasi sempre precisi. Mihailovic.

Albyanguilla. Deciso, volitivo anche se non sempre incisivo. Bazzica la fascia sinistra con le sue movenze caratteristiche. Nedved (il padre, però).

Ciobo. Primo tempo anarchico, secondo più disciplinato (almeno con i piedi, con la lingua no: vedi ammonizione). Va diverse volte al tiro ma purtroppo le due occasioni migliori (punizione compresa) erano più adatte a un mancino. Mezzo destro, mezzo sinistro.

Gianluca. Schierato a centrocampo per cause di forza maggiore, fa il possibile, ma con Cristian non fa reparto: troppi spazi agli avversari, la squadra spesso spezzata in due. Apprezzabili alcuni recuperi difensivi. Burdisso.

Cristian. Si rivolge agli avversari come un tassinaro di Roma farebbe con Veltroni. Taxi Rodriguez.

Alvaro. Le sue penetrazioni nella difesa avversaria sono così fragorose che il vicinato si lamenta. Se anche il primo gol viene attribuito ad Arturo, l’opportunismo con cui si avventa su quella palla vagante è da manuale. Buitre.

Arturo. Dopo le marcature che gli sono stati scippate nelle prime giornate, ormai arraffa qualsiasi gol dalla paternità incerta. Ieri pare che gliene abbiano attribuiti anche un paio segnati sul Carraro 2 e il vantaggio dell’Olimpiakos sul Werder Brema. Meno male, perché col numero di palloni giocabili che gli arrivano, il titolo di capocannoniere sarebbe a rischio. Arturo Lupin.

Il Capitone. Nel primo tempo si rende utile andando a comprare il mars a Savio e imboccandolo come un neonato, salvandolo così da morte certa per ipotermia. Nel secondo tempo invece si rende utile con una goffa spallata (chiamasi fallo tattico) che interrompe un’azione pericolosa e soprattutto mantenendo la squadra in media ammonizioni. Fattorino giallo.

Il Mister. I giocatori si incazzano con gli avversari, lui si incazza coi giocatori, l’arbitro si incazza con lui. E la Pallafatù incazz- pardon, incassa il solito punticino. X-Man, il ritorno.

Sceriffo. Dopo tutto quello che ha fatto per la squadra, i compagni lo dimenticano e non gli offrono nemmeno un passaggio per venire a fare il tifo. Sua Santità.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che ci vuoi fare mio capitone...sono proprio indisciplinati!! Racconta meglio la storia del mars che sembra la cosa + interessante!! :-D

P.S ma dino non c'era??

P.S2. meglio un pareggio nostro, che una vittoria grazie a ingrati stranieri... forza ragazzi!

Anonimo ha detto...

Capitan Futuro? Ma chi saresti, Sceriffo?
Comunque la storia del Mars è presto detta: dopo una ventina di minuti Savio, con voce roca da AmaroLucano-addicted ha chiamato a sè il Capitone, che stava facendo le stalattiti da solo in panchina: "Vammi a prendere una barretta di cioccolato, che ho un calo di zuccheri e mi tremano le gambe". Detto-fatto, il Capitone correva negli spogliatoi a prendere i soldi e poi al bar, comprando lo snack più energetico in natura: il Mars (10.000 calorie, a patto di non rimanere coi denti incollati al primo morso. Poi ritornava rapidamente sul campo, esaurendo le sue misere riserve atletiche e, avendo Savio i guanti, lo imboccava. Bastavano tre morsi alla belva della Murgia per ingurgitare il fiero pasto. Ma pochi minuti dopo, non si sa se a causa dell'intestino pigro, subiva il primo gol. E chest'è.

Il Capitone

Anonimo ha detto...

non devi firmarti anonimo!!
Capitone mio capitone senza di te avremmo pure un portiere in meno!

Capitan Futuro è troppo bello e la dice tutta...su un mio possibile ritorno!