mercoledì 30 luglio 2008

INVISIBLE MADS – PALLAFATU’ 2-1

Savio. Sacrifica alla causa della Pallafatù un ginocchio malandato e l’ennesima mutanda. La deviazione con la punta delle dita sul sinistro a rientrare del 7 è da antologia; il “solito” rigore parato è stupefacente. E dopo tutto questo si deve anche ritrovare con una sconfitta sul groppone, colpa anche di uno spiovente sbagliato che si infila sotto la traversa? Vincitore morale.

Charlie. La difesa vacilla, barcolla, ma non molla, almeno fino alla debacle degli ultimi minuti. Per dirla in termini tecnici, là dietro non si è capito un cazzo. Colpa del libero? Non si è capito neanche questo. Amaro del Capo.

Pippo. La lettura del sacro testo lo ispira fino a fargli giocare una delle sue migliori partite: reattivo, propositivo e quasi mai cattivo. Zabov.

Claudio. Non si fa espellere, e questa è già una notizia. Contribuisce da par suo all’eroica resistenza fina alla capitolazione finale con grande solidità, ma senza riuscire neanche lui a raccapezzarsi e a garantire la necessaria lucidità. Greco di Tufo.

Germano. Gioca stoicamente contro frotte di avversari, la sua caviglia e una tattica del fuorigioco che, se funziona quasi sempre, strema la linea difensiva più di quella d’attacco della Invisible mads. Il rigore causato è una macchia, ma non è un caso che la sconfitta arrivi quando lui esce per infortunio. Passito.

Il Capitone. E’ in affanno come tutta la difesa, ma il suo lo fa. La sua condizione fisica è in media con quella della squadra, il che può essere un complimento per lui ma non certo per la squadra. A tutto crampo.

Alberto. E’ uno dei tanti acciaccati della Pallafatù in versione Peschiera Borromeo, una squadra che più che nella “savana” del Borsellino avrebbe dovuto presentarsi in massa alla Croce Rossa, proprio lì di fronte. Il momento in cui lo si nota di più è quando impiega due minuti e mezzo per andarsi ad accomodare in panchina. La squalifica, che determinerà la sua prima assenza in tutto il campionato, gli servirà per rifiatare. Invisible mad.

Giovanni. Solita saggezza con la palla fra i piedi ma poco filtro e scarso senso della posizione. Montolivo.

Dino. Ormai si trova meglio in fascia che da centrale. Lotta parecchio (vedi anche ammonizione) ma non riesce a fare reparto con Giovanni e alla fine il centrocampo è una terra di nessuno (anzi, degli Invisible mads). Dammi un Crodino.

Paolo. Nervoso, a centrocampo lotta e sbaglia. Richiamato in difesa, spazza con autorità, ma è destino che faccia danni: dopo i due rigori contro il Salvador, in entrambi i gol avversari ci sono sue responsabilità: sul primo si fa scavalcare dal pallone, sul secondo determina la punizione fatale con un fallo evitabile. Fossi stato nel Taurisano, quei sette milioni li avrei spesi per una Ritmo di seconda mano. Supervalutato.

Arturo. Nonostante lo stiramento riesce a capitalizzare una delle poche occasioni capitate nel primo tempo. Nel secondo soffre di profonda solitudine. Stira e ammira.

Alvaro. Che il suo non sia un infortunio diplomatico lo si capisce nei pochi minuti in cui gioca. Soprattutto nel finale, la sua incapacità di battersi pesa in negativo su una squadra già in ginocchio. Castiglia di Valium.

Il Mister. Dopo questo inopinato stop si prende una pausa di riflessione andando nella sua terra avita. Magari tornerà a Milano pronto per riprendersi il suo posto da centrocampista brevilineo e dinamico. Gargano.

Nessun commento: