mercoledì 19 dicembre 2007

Festa di Natale 20/12/2007

Giovedì 20/12/2007 è previsto un aperitivo per scambiarsi gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo.Il locale è il "THE CLUB" situato nei pressi della fermata della metropolitana MOSCOVA.
L'appuntamento dunque è previsto per le ore 21 all'uscita della metropolitana MOSCOVA ci sarà una sorpresa non mancate!!!

ciao

martedì 18 dicembre 2007

Atletico Cormano –Pallafatù 4-0 (le Pagelle)

Savio: il freddo polare di Cormano irrigidisce il nostro baluardo che è meno…fresco e reattivo del solito anche nella parlantina, nel primo tempo non corre rischi nel secondo tocca 5 palloni 1 grande parata e 4 da recuperare in fondo al sacco, senza infamia ne lode e soprattutto senza tuta. Pinguino

Pablo3. Gli spagnoli in questa squadra ormai pululano come i Tir fermi in autostrada, di questi Pabli ne avevo sentito decantarne solo le qualità, si parlava del pablo centrale, di quello in attacco ma ecco sbocciare anche il terzo Pablo terzino. Primo tempo giocato bene in fase difensiva, inventa la prima diagonale palla al piede a tagliare il campo, nel secondo tempo invece partecipa al patatrac del secondo gol e sul terzo addirittura lancia un avversario in area verso l’incolpevole Pinguino. Three is not a magic number. COntRoMANO

G.Rocco Si torna alla difesa a 4 ma lui rimane a fare il libero. Bel primo tempo del Cravero di noi artri, nel secondo causa anche il problemuccio alla gamba prova a dare una mano a centrocampo salendo anche più del dovuto forse, ma la situazione si stava facendo disperata prima di diventare tragedia. Cruz (quello del Napoli)

German nel pirmo tempo gli tocca marcare il nano di Cormano travestito da puffo e sgomitante come un baby-giocattolo natalizio. Batte il record di falli subiti da un difensore nel campionato e non fatica mai prima che il mister avversario dirotti l’inutile puffo in fascia per affidare l’attacco ad un’attaccante un po’ più robustello. Nel s.t con la Pallafatu che andava sciogliendosi come la neve sotto un sole che non c’era è l’ultimo dietro a mollare, sfortunato sul primo (auto)gol. Ger-mani-co

Charlie: i ben informati davano l’attuale capitano sulle orme del predecessore dell’anno passato: fuori il mister attuale rispolvera il 442 dei bei tempi in sede di mister, per dimostrare che non era un progetto insensato spara di potenza un gol al sempre + incredulo pinguino in collaborazione con un compagno, dispensa consigli ai compagni “lascialo stare quello” (“quello” poi avrebbe fatto 2 gol in 5 minuti) , millanta passaggi in auto che non da, infine organizza serate che mai si faranno per il resto il solito Charlie. Babbo Natale

Alvaro: primo tempo a tutta fascia come il miglior Di Livio cala nel s.t. Si crea un occasionissima per tempo autonomamente: la prima di una durata di mezz’ora circa per poi concludere debolmente in porta sfinito, nel s.t guizzo da vera ala che converge per il tiro ma impatta solo il palo. Jose Mari

Alberto O. sarà il freddo gelido ma l’Oliva non si limita più a rimanere sott’olio, ma corre come non si era mai visto fare per almeno 60 minuti buoni prima di essere inghiottito dal suo berretto che lo porta sul finale a finire sott’aceto come l’intera squadra. Oliva as-cormana

Cristian inizia come schermo difensivo lottando come di sua consuetudine e dando una mano soprattutto in difesa, finisce forse più pensando allo schermo e lunotto posteriore del suo taxi incidentato dispensando solo qualche fallo bastardo alla ricerca di un giallo per colorare una serataccia. Ammaccato

Dino: continua a chiedere insistemente cambi di gioco che non arrivano manco se dovesse scrivere una letterina alla befana per riceverli. E’ uno dei pochi a provarci con alterne fortune. La generosità con cui va recuperare una palla per una rimessa è premiata solo da una scivolata da Palaghiaccio che gli regala solo una girata di caviglia, rimane in campo stoicamente per la mancanza di cambi ma il suo piede ormai solo prensile non lo aiuta. Dino-ccolato

Nicola lo schieramento di serata gli regala una inaspettata serata da punta. Si sfianca su fronte d’attacco ora andando a sinistra ora accentrandosi per la ricerca di buoni uno due con l’altra punta. Bella la serpentina con cui semina tre uomini in fascia ma non finalizzata. Sicuramente tra i migliori. CORe-in-MANO

Arturo: il suo bottino di gol del 2007 resta in ghiaccio e sulla pista di pattinaggio prova a far ballare i difensori avversari che sono molto però più accorti dei precedenti affrontati e lo raddoppiano costantemente. Prova rifarsi sulla strada del ritorno tampinando una tipa ad ogni semaforo rosso che l’autista Ciobo gli concedeva, ma anche li buona la preparazione ma al momento di concludere viene chiuso. Biancolino

Ciobo: da guardalinee regala gustosi siparietti con l’aribitro che incredibilmente richiama più lui che i restanti 22 in campo in sequenza: “deve stare da quella parte del campo!” (6 volte), “quella bandierina ogni tanto la alzi!”, “aaaaah adesso telefona pure!” mentre il simpatico Pisacreta di casa stava chiudendo telefonicamente il clamoroso acquisto di una donna delle pulizie. Moggi domestico

Atletico Cormano –Pallafatù 4-0 (il punto dello Sceriffo)

Va in onda al palaghiaccio di Cormano l’ultima gara del 2007, non esattamente la più fortunata, sicurmanente una delle + gelide. Si affrontavano due squadre con 11 uomini contati a testa e fin qua tutto bene, il problema è che le due squadre hanno tenuto fede, forse fin troppo alla propria nomenclatura. Di conseguenza gli Atletici hanno corso e retto fino al 80’, i nostri in alcuni elementi son crollati un po’ prima applicando l’unico schema che il nome gli impone, stavolta infruttuoso. Primo tempo pari, secondo da clima natalizio, troppo generosi i nostri: 2 autoreti un assist ad un attaccante lanciato in porta fanno capire agli avversari che Babbo Natale e la Befana stavolta sono arrivati tutti insieme e pure in anticipo . Sotto l’albero nessun torrone, solo un gruppo di terroni congelati e con un capitone in meno.

mercoledì 12 dicembre 2007

PALLAFATU’-INVISIBLE MADS 2-2

PALLAFATU’-INVISIBLE MADS 2-2

Savio. Le notti brave parigine lasciano i loro strascichi: una provvidenziale barretta di cioccolato lo rimette in piedi ma a farlo capitolare ci pensano i due gol, per i quali comunque non ha colpe. In uscita respinge tutto: palle alte e compagni di squadra. Mars attacks.

Pietro. Partita da protagonista. Un tiro destinato al sette per sfortuna gli viene respinto, un altro destinato a una comoda presa del portiere per fortuna gli viene deviato e diventa il gol del 2-2. Si lascia prendere la mano quando fantozzianamente prova la sorpresa in un calcio di punizione. Bogliacino.

Pippo. La sua potrebbe essere una volta tanto una partita normale. Ma due episodi la segnano profondamente. Il primo: il calcione (innocuo ma rumoroso e inequivocabile) rifilato a un avversario in piena area sotto gli occhi e le orecchie compiacenti dell’arbitro. Il secondo a un minuto dalla fine, quando fa un frontale con un Tir targato Matera sfuggito al blocco delle autostrade. Scarpata d’oro.

Germano. Ordinaria amministrazione per il nostro centralone. La tendenza a cercare sistematicamente l’anticipo anche a centrocampo, fa correre a volte qualche rischio di troppo. Mexes de noantri.

Charlie. In una partita con poche occasioni e tre gol su quattro in mischia, la sua abilità nei calci piazzati risulta preziosa. I suoi sinistri su punizione e corner sono stati sempre tesi e quasi sempre precisi. Mihailovic.

Albyanguilla. Deciso, volitivo anche se non sempre incisivo. Bazzica la fascia sinistra con le sue movenze caratteristiche. Nedved (il padre, però).

Ciobo. Primo tempo anarchico, secondo più disciplinato (almeno con i piedi, con la lingua no: vedi ammonizione). Va diverse volte al tiro ma purtroppo le due occasioni migliori (punizione compresa) erano più adatte a un mancino. Mezzo destro, mezzo sinistro.

Gianluca. Schierato a centrocampo per cause di forza maggiore, fa il possibile, ma con Cristian non fa reparto: troppi spazi agli avversari, la squadra spesso spezzata in due. Apprezzabili alcuni recuperi difensivi. Burdisso.

Cristian. Si rivolge agli avversari come un tassinaro di Roma farebbe con Veltroni. Taxi Rodriguez.

Alvaro. Le sue penetrazioni nella difesa avversaria sono così fragorose che il vicinato si lamenta. Se anche il primo gol viene attribuito ad Arturo, l’opportunismo con cui si avventa su quella palla vagante è da manuale. Buitre.

Arturo. Dopo le marcature che gli sono stati scippate nelle prime giornate, ormai arraffa qualsiasi gol dalla paternità incerta. Ieri pare che gliene abbiano attribuiti anche un paio segnati sul Carraro 2 e il vantaggio dell’Olimpiakos sul Werder Brema. Meno male, perché col numero di palloni giocabili che gli arrivano, il titolo di capocannoniere sarebbe a rischio. Arturo Lupin.

Il Capitone. Nel primo tempo si rende utile andando a comprare il mars a Savio e imboccandolo come un neonato, salvandolo così da morte certa per ipotermia. Nel secondo tempo invece si rende utile con una goffa spallata (chiamasi fallo tattico) che interrompe un’azione pericolosa e soprattutto mantenendo la squadra in media ammonizioni. Fattorino giallo.

Il Mister. I giocatori si incazzano con gli avversari, lui si incazza coi giocatori, l’arbitro si incazza con lui. E la Pallafatù incazz- pardon, incassa il solito punticino. X-Man, il ritorno.

Sceriffo. Dopo tutto quello che ha fatto per la squadra, i compagni lo dimenticano e non gli offrono nemmeno un passaggio per venire a fare il tifo. Sua Santità.

domenica 2 dicembre 2007

EL SALVADOR – PALLAFATU’ 4-3

Savio. Perforato più del Sasso Barisano, si colpevolizza più del dovuto e si giustifica oltre il credibile (la mano... i tacchetti... le cavallette!!!). In pratica se la canta e se la suona da solo e di solito non pulisce il water. Ottimi i duetti in spagnolo col mister avversario ("Yo hablo Castellano...", sottinteso "mica quella specie di dialetto che parli tu, centroamericano di merda!"). Passion.

Pietro Soprano. Corre e si batte come un indemoniato, ma non riesce a esorcizzare i falli laterali. Rimessa nera.

Gianluca. Autore delle memorabili pagelle inventate, subisce un’ammonizione altrettanto inventata prima di uscire per i soliti malanni muscolari. Legge del contrappasso.

Pablo I. Protagonista nel bene (lanci lunghi e morbidi, il tentativo di uccidere il portiere avversario) e nel male (lo sfortunato autogol e qualche incertezza di troppo). Digao.

Cesare. Le lezioni di fisica di Dino gli svelano i segreti dell’accelerazione delle particelle. Così, a dispetto dell’alta statura, è l’unico a stare dietro negli scatti ai nani salvadoregni. Cesare Fiorio.

Germano. Eccezionalmente voto: 8 (così Savio mi lascia in pace). Proposto inizialmente sulla fascia (il suo ruolo originario) senza sfigurare, torna al centro della difesa, dove fa vedere le cose migliori. Anto-Pan-ucci.

Alvaro. Galvanizzato dal gol nella partita precedente e dalla predominanza dell’idioma ispanico in campo, mostra numeri di alta scuola e grande condizione fisica. In crescita costante, gli manca solo un po’ di continuità in più. Furia rossa.

Alberto Oliva. Dopo tanti tentativi su punizione o su azione, segna incredibilmente su calcio d’angolo, sia pure con l’evidente complicità del portiere avversario. Palanca.

Nicola. Gregario sì, ma di lusso. Brocchi.

Pablo II. Scatti brucianti, lampi di classe e qualche pausa. Si procura un rigore con la palla che cambia direzione a novanta gradi. Lavezzi.

Arturo. La doppietta stavolta è servita su rigore. Progressioni impressionanti e qualche impaccio nel fango. Il titolo di capocannoniere dovrebbe essere ancora suo. Undici metri sopra il cielo.

Ciobo. Prestazione sottotono: non vede la porta, non litiga coi compagni, non semina zizzania fra gli avversari (“Dieci, perché fai così?!”). Andropausa di riflessione.

Charlie. Impegnato nel lancio della versione spagnola del suo best seller "Carlitos, como tú sólito no has entendido un coño" (traduzione a cura di Cospito-Miron), sfodera un’ottima prestazione, dimostrando che almeno sul campo qualcosa ci capisce. Slogan.

Gabriele. La panchina gli sta stretta. Quando entra, rivendica un ruolo da protagonista procurandosi il secondo rigore. Stuntman.

Dino. I primi venti minuti della squadra, con tutti i sostituti in campo, gli fanno temere una lungodegenza in panchina. Così, quando viene chiamato in campo dà il meglio di sé con contrasti, tiri ed assist, dimostrando di poter dire anche lui la sua. Vecchia guardia.

Alby Anguilla. Sbaglia sul secondo gol subito. Col senno di poi, vista anche la percentuale tiri/gol degli avversari, avrebbe dovuto giocare in porta. Fuori posizione.

Marco Citro. Andando contro la sua fede milanista, la vittoria del Salvador, in maglia rossonera, proprio non la digerisce. Citro-sodina.

Il Capitone. "El Salvador" lo vede solo sulla traversa, in compagnia dell’Arcangelo Gabriele, dopo il terzo scatto all’inseguimento dei sette nani. Quando si avventa su un pallone che spiove dalla stratosfera gridando alla Fantozzi "Lo prendo io!" si teme che possa sprofondare nel fango. Per fortuna lo manca. Scapolo-ammogliato.

Il Mister. La striscia di risultati utili consecutivi si interrompe. Di coca invece sembrano esserci ancora buone scorte. Antidoping.

Sceriffo. Questa volta abbiamo coinvolto nello scherzo anche Palmisano, perciò il comunicato ufficiale riporta lo stesso risultato di queste pagelle. Gli abbiamo detto di aver subito quattro gol per farlo illudere di essere importante, ma il vero risultato non lo saprà mai. Ignaro.