sabato 24 novembre 2007

Real TAD 0 - Pallafatù 2 (il punto)

Più che una partita di calcio era una partita di pallanuoto quella disputata giovedì scorso in quel di via dei Missaglia.Nel prepartita la tensione si tagliava come burro, qualcuno timidamente diceva di accontentarsi di un pareggio ma in realtà al pronti via i leoni messi in campo da mister Marco hanno dimostrato di crederci in quella inattesa vittoria.Nel primo tempo le squadre si sono studiate, lottando a centrocampo su ogni palla.Alla mezz'ora pero il cavaglier della tavola rotonda sale in cattedra e inventa un'altra delle sue favolose giocate infilando una difesa più che mai imbarazzata.I leoni a questo punto ci credono e non demordono non lasciano spazio alle iniziative della squadra avversaria.Al pronti via del secondo tempo il copione si ripete, grande lotta agonistica a centrocampo con Confortini e Alby che la fanno da padrone e qualche occasione per le due squadre.Ma anche nel secondo tempo l'equilibrio viene rotto da un incursione sulla destra del Pablete che serve (involontariamente) il nostro macho iberico che infila e raccoglie i festeggiamenti di una squadra intera.Tutto era perfetto!!!la squadra non mollava neanche sul doppio vantaggio.Troppo bello per essere vero!!!Stavamo vivendo il nostro sogno... ma a venti minuti dal termine "il sogno" stava per essere traformato in un incubo da un rigore fischiato su Tondo...ma la FC Pallfatù non fa sconti e ricorda agli avversari che si gioca in 11 e che dunque anche il portiere gioca.Strepitosa parata sulla destra!!!Il sogno continua...
Forza FC Pallafatù

Real TAD 0 - Pallafatù 2 (le pagelle si Savio)

Savio:Uno dei motivi dello scisma tra queste due squadre è proprio lui.Nella prima parte si dedica piu alle traduzioni simultanee e al lavoro di ordinaria amministrazione(calcio di tondo a parte).Nel secondo tempo procura e para un rigore che dedica alla suocera in preda ad una crisi di gioia(imprecando contro un certo TONDO o TONTO non si capisce).Nel finale un buon intervento su un colpo di testa.La sua porta rimane per la prima volta dall'inizio del campionato inviolata ma questo è anche merito dei magici tre centrali.Imbattuto

Charlie:Nel turbine del ciclone del suo nuovo successo letterario dal titolo "TU CHARLIE COME AL SOLITO NON HAI CAPITO UN CAZZO" entra in campo deciso a mostrare le sue doti al tazzenda di turno.Ottimo il suo lavoro chiude bene lottando sempre su tutti i palloni.Sostituito degnamente da ALBY.Tormentone

Pietro:Sente la pressione del derbi ed entra in campo un po moscio, poi un po di acqua in viso lo sveglia e torna ad essere il terzino che tutti noi conosciamo.Migliora nel secondo tempo (guerra di lisci a parte).Core e Napl

Pirro:La famos frase "o marco 5 minuti e gli tiravo una legnata" letta dal provvidenziale cambio del mister sporca una prestazione discreta.Su una punizione è l'unico dello stadio a interpretare bene la decisione dell'arbitro con la famosa frase "ooo è nostra ooooo".Folcloristico

Marco:Entra in campo un po spaesato senza maglietta senza numero poi viene redarguito dal suo numero uno finisce in crescendo.

Pablo:E si ragazzi quando si dice che una persona fa reparto!Tiene a bada lo smidollato di Tondo per tutta la partita urla e sguaita al portiere traduzioni simultanee,decisivi i suoi interventi,precisi i suoi rinvii.Pura paella.

Gianluca:Gioca di esperienza e su tutti i palloni sicuro di se e delle sue potenzialità.Chiama bene la difesa nel finale cerca la gloria in area di rigore avversaria.Eroico

Cesare:Ottimo il suo apporto alla squadra con pablo e gianluca formano una difesa formidabile che neutralizza tutti gli attacchi della real TAD.Il numero 18 avversario alla fine gli chiede l'autografo.VIP

Alby anguilla:Serviva la grinta di questo ragazzo per vincere questa partita.Neutralizza tutti gli attacchi della squadra avversaria sul suo fronte poi pero si dimostra ancora incerto nel battere rimesse laterali.Grintoso

Dino:Inizia scalpitando e non in senso lato.Il suo marcatore ,il 4, gli rifila un calcio e lui ABBUSCA E PORTA A CASA come si dice dalle mie parti.Nel secondo tempo improvvisa il solito separietto teatrale con Assisi (degno del miglior Attolini nelle feste organizzate da tazzenda) dovuto alla sua voglia di segnare un goal.

Cristian:Lotta come un pazzo questo taxista.Corre per il campo in lungo e in largo,gioca con anima e corpo vince nettamente il suo duello con il suo rivale rischaindo di lasciarci una gamba.024040 Taxi Blu

Alvaro:Tutti vedendo il campo in quelle condizioni avrebbero detto:"non è la partita sua" invece lui smentisce tutto e tutti giocando un ottimo calcio servendo il secondo piatto.Il suo rivale alla fine gli prende il numero di targa per identificarlo.Cachondo

Arturo:Che dire di questo ragazzo 21enne proveniente dalle spiaggie di copaGallipoli.Taglia una difesa sempre piu imbarazzata e malgestita dall'uomo piu basso del pianeta terra.Fanno di tutto per tenerlo a bada ma lui fa tutto da solo prende palla se la porta sul suo piede favorito e serve il primo piatto.Da sottolineare anche le conversazioni in puro leccese stretto con il suo rivale.S.Agata con una tetta

Ivan:Niente da dire prestazione ammirevole d'altra parte era la sua partita della vita.Restituisce il ricchione al sempre piu imbrazzato Tondo e rifila anche una sforbiciata al suo avversario prendendo la sua rotula come palla.Cerca il goal ma preso dalgi impegni teatrali con Dino si perde a fondo campo.Cinghiale

Pablo:Entra in campo un po spaesato.Nel primo tempo è poco servito ma nel secondo sale in cattedra eseguendo uno stop a seguire pagina 1 del manuale del calcio degno di un grande campione; poi pero sbaglia il tiro ma serve involontariamente Alvaro che non perdona.Sanguetta

Alberto:Questa volta il suo compagno di banco era assatanato(Cristian) e quindi gli ha lasciato piu spazio per "creare" gioco.Scalpita a centro campo prende le redini del gioco domina a centrocampo alcune sviste a parte, ma forse pensava a quel famoso esame di giurisprudenza che non ha mai dato.Laureando


Marco:Arriva al campo pensieroso.Poi deciso schiera il solito albero di natale con i 5 in difesa e il povero arutro a fare reparto da solo.Gestisce bene i cambi e le emozioni d'altra parte che avrebbe voluto giocare questa partita era palese,infatti esordisce negli spogliato dichiarando di voler tornare al più presto.

Blog della pallafatù

Parlandone negli spogliatoi di via dei Missaglia è stato deciso che la società FC Pallafatù ha bisogno di un blog.Invito tutti i giocatori a visitare e supportare, dunque, il portale della squadra.

venerdì 23 novembre 2007

Real TAD 0 - FC pallafatù 2

Savio:Uno dei motivi dello scisma tra queste due squadre è proprio lui.Nella prima parte si dedica piu alle traduzioni simultanee e al lavoro di ordinaria amministrazione(calcio di tondo a parte).Nel secondo tempo procura e para un rigore che dedica alla suocera in preda ad una crisi di gioia(imprecando contro un certo TONDO o TONTO non si capisce).Nel finale un buon intervento su un colpo di testa.La sua porta rimane per la prima volta dall'inizio del campionato inviolata ma questo è anche merito dei magici tre centrali.Imbattuto

Charlie:Nel turbine del ciclone del suo nuovo successo letterario dal titolo "TU CHARLIE COME AL SOLITO NON HAI CAPITO UN CAZZO" entra in campo deciso a mostrare le sue doti al tazzenda di turno.Ottimo il suo lavoro chiude bene lottando sempre su tutti i palloni.Sostituito degnamente da ALBY.Tormentone

Pietro:Sente la pressione del derbi ed entra in campo un po moscio, poi un po di acqua in viso lo sveglia e torna ad essere il terzino che tutti noi conosciamo.Migliora nel secondo tempo (guerra di lisci a parte).Core e Napl

Pirro:La famos frase "o marco 5 minuti e gli tiravo una legnata" letta dal provvidenziale cambio del mister sporca una prestazione discreta.Su una punizione è l'unico dello stadio a interpretare bene la decisione dell'arbitro con la famosa frase "ooo è nostra ooooo".Folcloristico

Marco:Entra in campo un po spaesato senza maglietta senza numero poi viene redarguito dal suo numero uno finisce in crescendo.

Pablo:E si ragazzi quando si dice che una persona fa reparto!Tiene a bada lo smidollato di Tondo per tutta la partita urla e sguaita al portiere traduzioni simultanee,decisivi i suoi interventi,precisi i suoi rinvii.Pura paella.

Gianluca:Gioca di esperienza e su tutti i palloni sicuro di se e delle sue potenzialità.Chiama bene la difesa nel finale cerca la gloria in area di rigore avversaria.Eroico

Cesare:Ottimo il suo apporto alla squadra con pablo e gianluca formano una difesa formidabile che neutralizza tutti gli attacchi della real TAD.Il numero 18 avversario alla fine gli chiede l'autografo.VIP

Alby anguilla:Serviva la grinta di questo ragazzo per vincere questa partita.Neutralizza tutti gli attacchi della squadra avversaria sul suo fronte poi pero si dimostra ancora incerto nel battere rimesse laterali.Grintoso

Dino:Inizia scalpitando e non in senso lato.Il suo marcatore ,il 4, gli rifila un calcio e lui ABBUSCA E PORTA A CASA come si dice dalle mie parti.Nel secondo tempo improvvisa il solito separietto teatrale con Assisi (degno del miglior Attolini nelle feste organizzate da tazzenda) dovuto alla sua voglia di segnare un goal.

Cristian:Lotta come un pazzo questo taxista.Corre per il campo in lungo e in largo,gioca con anima e corpo vince nettamente il suo duello con il suo rivale rischaindo di lasciarci una gamba.024040 Taxi Blu

Alvaro:Tutti vedendo il campo in quelle condizioni avrebbero detto:"non è la partita sua" invece lui smentisce tutto e tutti giocando un ottimo calcio servendo il secondo piatto.Il suo rivale alla fine gli prende il numero di targa per identificarlo.Cachondo

Arturo:Che dire di questo ragazzo 21enne proveniente dalle spiaggie di copaGallipoli.Taglia una difesa sempre piu imbarazzata e malgestita dall'uomo piu basso del pianeta terra.Fanno di tutto per tenerlo a bada ma lui fa tutto da solo prende palla se la porta sul suo piede favorito e serve il primo piatto.Da sottolineare anche le conversazioni in puro leccese stretto con il suo rivale.S.Agata con una tetta

Ivan:Niente da dire prestazione ammirevole d'altra parte era la sua partita della vita.Restituisce il ricchione al sempre piu imbrazzato Tondo e rifila anche una sforbiciata al suo avversario prendendo la sua rotula come palla.Cerca il goal ma preso dalgi impegni teatrali con Dino si perde a fondo campo.Cinghiale

Pablo:Entra in campo un po spaesato.Nel primo tempo è poco servito ma nel secondo sale in cattedra eseguendo uno stop a seguire pagina 1 del manuale del calcio degno di un grande campione; poi pero sbaglia il tiro ma serve involontariamente Alvaro che non perdona.Sanguetta

Alberto:Questa volta il suo compagno di banco era assatanato(Cristian) e quindi gli ha lasciato piu spazio per "creare" gioco.Scalpita a centro campo prende le redini del gioco domina a centrocampo alcune sviste a parte, ma forse pensava a quel famoso esame di giurisprudenza che non ha mai dato.Laureando


Marco:Arriva al campo pensieroso.Poi deciso schiera il solito albero di natale con i 5 in difesa e il povero arutro a fare reparto da solo.Gestisce bene i cambi e le emozioni d'altra parte che avrebbe voluto giocare questa partita era palese,infatti esordisce negli spogliato dichiarando di voler tornare al più presto.

giovedì 22 novembre 2007

Real Tad-Pallafatù 3-0 (Tondo 2, 18) Skerzo by Gianluca

Savio: il primo gol è tutta colpa sua: sembra giocare con una saponetta da quante volte gli sfugge il pallone. Quando si china per l'ultima volta... taaaaac. Deflorato.

Pietro: il re della diagonale a ripasso di geometria. Svagato, spaesato, stralunato, deconcentrato come un goccio si Svelto in una damigiana d'acqua. (D)euclideo

Pablo 1: la campagna acquisti dall'estero ci regala l'unico stangone iberico che non salta di testa. Tondo lo fa a fettine. Jamon Serrano.

Cesare: vaga per il centro della difesa come un pulcino. Il 18 gliene fa solo uno, ed è già un mezzo miracolo. Calimero

Gian: capisce che sarà una serataccia quando il Tom tom lo spedisce in un angolo sconosciuto della città dal quale fa fatica a tornare indietro. Riesce ad essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. I palloni gli passano accanto come sciami di zanzare impazzite. In compenso, non corre. Libero (di sbagliare)

Charlie: litiga con le pozzanghere, con gli avversari, con i compagni e pure con l'arbitro. Quando pensa a giocare, però, riesce a servire una gran palla. E la Real Tad ringrazia. Generoso (con gli altri).

Cristian: vaga in mezzo al campo cercando di mettere toppe nelle falle che si aprono. E' come tamponare con un fazzoletto di carta il buco del Titanic. Incolpevole

Alberto O: pensa di essere a Wembley e cerca di giocare la palla quando non dovrebbe. Rischia di affogare in una pozza alta quanto un piccolo stagno. Origami.

Dino: con Charlie forma la catena di sinistra più litigiosa della storia. Si punzecchiano come due vecchie zitelle al parco la domenica mattina dopo la messa. Bisbetica.

Arturo: il bomber, vista la giornata, ha le polveri bagnate e non potrebbe essere altrimenti. Abbandonato a se stesso, naufraga. E il naufragar non è certo dolce in questo fango. Leopardiano.

Alby anguilla: entra e sembra tarantolato: per cinque minuti riesce a tenere la posizione, poi viene travolto come Phuket nello tsunami. Spiaggiato.

Filippo: i 18 tacchetti che lascia sulla caviglia di un avversario sono la sua giocata migliore. Peccato che l'arbitro non gradisca. Incompreso.

Marco Citro: entra con una maglietta rubata al negozio di sport vintage sotto casa. Il che lo fa sentire parte di un'altra squadra composta da sé e se stesso. Autistico.

Ivan: se potesse, litigherebbe anche con la sua tartaruga d'acqua. Il suo bersaglio preferito, però, è il pallone che non riesce a portare avanti per più di un metro. Suo l'unico tiro in porta, che finisce 27 metri alla sinistra del portiere. Sballato.

Pablo 2: ci si accorge di lui quando viene falciato sulla fascia e zoppicando lascia il campo. De La Pena.

Alvaro: non è esattamente il campo per lui. Come un'auto in acquaplaning sbanda a destra e sinistra senza costrutto. Più che una Ferrari è la nostra Minardi. Karthikeyan.

Marco the mister: si capisce che è finita quando al quinto della ripresa si siede in panchina. Non si alzerà più. Sconsolato.

Raga, riprendiamoci già martedì!
Sceriffo, cerca di recuperare: ci servi in quella cazzo di difesa.

giovedì 15 novembre 2007

PALLAFATU’ – MARCHIGIANA 1-1

Savio. Nei minuti di recupero, quando già pregustava la sensazione di mantenere la sua porta intonsa, scopriva invece una sensazione familiare ai travoni di via Rubattino. Deflorato.

Pietro. In buona condizione fisica, si fa apprezzare per belle discese e interventi decisi. Ma la sua irruenza giovanile lo porta spesso fuori posizione. Pietro, torna indietro.

Sceriffo. Il rinvio incerto nell’azione fatale che ci toglie la vittoria pesa come il menhir di Giuggianello sulla sua coscienza e su una prestazione altrimenti buona. Derelitto e castigo.

Gianluca. Essenziale ed elegante come un libero di altri tempi, commette un solo errore (un liscio vistoso) in tutta la partita. Neanche stavolta riesce a concludere il match senza infortuni: esce appena pochi secondi prime delle fine, ma sono secondi fatali. Cravero.

Germano. Quello che porta alla sua espulsione è un gesto irresponsabile che mette in grave difficoltà la squadra e che gli farà saltare anche il big match di giovedì prossimo. Per giunta, in un momento così delicato per il calcio italiano noi atleti professionisti dovremmo essere i primi a dare l’esempio con un atteggiamento leale e rispettoso. Però quell’arbitro era un’enorme testa di cazzo. Clap clap.

Il Capitone. Cerca di svolgere il compitino, inseguendo avversari troppo veloci e gli ultimi sprazzi di gioventù. Ripetente.

Alvaro. Ha scatto bruciante e buona tecnica ma pecca di eccesso di altruismo sotto porta. Chino, non cinico.

Alberto Oliva. Dopo alcune prestazioni in lieve calo, una prova maiuscola. Una prodezza del portiere gli nega l’eurogol che avrebbe meritato. Ma è solo questione di tempo. DOP.

Gabriele. Gioca con più personalità, denotando una propensione “argentina” al dribbling e alla penetrazione centrale che però in un’occasione rischia di costare caro. Riquelme.

Dino. Non sfigura, ma la cosa più memorabile della sua serata è la battuta sul dentifricio consigliato dai dentisti. Dino Risa.

Arturo. In una partita con poche occasioni da gol, si deve “accontentare” di una sola marcatura. Il pallone del raddoppio esce fuori di una “nticchia”. Ma di questo passo polverizzerà il record di Angelillo. Art-Uno.

Cristian. Per una volta che non fa un fallo killer ma solo un lieve contatto, forse fortuito, l’avversario di turno stramazza al suolo e piange come se un taxi Ford Mondeo a pieno carico gli fosse salito sui coglioni, avesse tirato il freno a mano e il conducente fosse uscito a prendere il caffè calpestandogli la faccia. Turbodiesel.

Alby Anguilla. Con grande scelta di tempo e senso della posizione intercetta diversi palloni di testa, mandandoli però in direzioni incompatibili con le leggi della fisica. Che cranio si cela sotto quei riccioli? Hello Spank.

Daniele (Charlie). Come presidente (o è il segretario? Boh...) ci aspettiamo una sua dura presa di posizione contro l’indegno operato dell’arbitro. O almeno poteva chiuderlo nello spogliatoio come Paparesta. In campo è sembrato meno incisivo del solito. Puff puffo.

Nicola. Sky ha “l’uomo dei gol”, lui ieri è stato, con alterne fortune, l’uomo dei calci piazzati. Ha un’occasione per tirare a rete, ma si porta il pallone sul destro, che non è il suo piede. Angelo dalla faccia sporca.

Ciobo. Andato in bianco in via Rubattino, resta in astinenza anche sul campo da calcio. Il gioco brasiliano lo ha imparato dalle sue compagnie notturne in zona Ripamonti, ma speriamo che tante privazioni non aumentino la sua aggressività. Cintura nera di castità.

Il Mister. Insistiamo: il panettone lo mangerà. Ma solo a patto che venga servito il 24 a mezzanotte in punto. Se dovessero aspettare qualche minuto in più, rischierebbe di lasciarselo sfuggire. Cesarini.

giovedì 1 novembre 2007

PALLAFATU’-ADACI 3-3

Savio. Anche se non ha particolari colpe sui gol, i suoi urlacci catarrosi tradiscono una vigilia di festeggiamenti alcoolici che ha costretto agli straordinari le maestranze di Pisticci. Cavalier Pasquale Vena.

Pietro Soprano. Non è molto disciplinato tatticamente, litiga anche un po’ con il fuorigioco, ma corre, spinge e lotta e quindi non è un figlio di mignotta. Grava.

Charlie. Grande esperienza, grande saggezza. E’ tale il suo impegno che ruba palloni agli avversari sia in campo che negli spogliatoi. Ma a trenta secondi dalla fine va in aquaplanning e gli avversari ci vanno in culo. Omino Michelin.

Sceriffo. Il suo raffinato disimpegno difensivo fra le pozzanghere è da brividi, ma per fortuna nel secondo tempo si fa ammonire, dimostrandosi quindi all’altezza delle partite precedenti. Giallo-rosso.

Germano. Da quando non si fa più il fuorigioco, chi lo guarda più? Invisible man.

Il Capitone. Galvanizzato dalla vittoria del Napoli contro la Juve, mostra progressi nella condizione fisica. Gerovital.

Ivan-Ciobo. Quando smorza sul nascere la solita incazzatura con l’arbitro, sfoderando un sorriso angelico, si sospetta che in campo ci sia il suo gemello buono. Quando su punizione opta per un soffice assist piuttosto che sparacchiare in porta, se ne ha la certezza. Il tiro sulla traversa meritava miglior fortuna, ma l’appuntamento col gol è stato spostato solo di qualche minuto. L’esultanza con dedica al Capitone-profeta è stata da pelle d’oca. La sua migliore prestazione. Ivan Nistelroy.

Alberto Oliva. Si dice che i giocatori più tecnici sui terreni pesanti non siano a loro agio. In quanto Oliva, per giudicare il suo peso sulla partita bisognerebbe sgocciolarlo. Saclà.

Cristian. Buona prestazione, peccato che l’arbitro gli neghi la gioia dell’espulsione, che pure avrebbe meritato. Abusivo.

Dino. Si trasforma completamente in una sola settimana: sembra nato sulla fascia. Senso della posizione, preziosismi, lanci e cross: se non è geniale, poco ci manca. Ala-Dino.

Arturo. Qualche occasione mancata dimostra che anche lui è umano. Ma i “soliti” due gol e la corsa soprannaturale lo collocano di diritto nel mondo di Holly e Benji. C-Artù-n.

Gabriele. Nel pantano sarebbe servita maggiore cattiveria. Arcangelo.

Nicola Palma. Un passo indietro rispetto alla prestazione precedente: è timido e perde qualche pallone di troppo. Scamarcio.

Marco Citro. Sangue e arena: corre e lotta finché una maligna nasata sull’orecchio non lo mette KO. Van Gogh.

Pippo Pirro. E’ tale il sollievo di non dover fare il fuorigioco, con quelle affannose corse in avanti, che sul primo gol si fionda verso la propria porta dimenticandosi di pallone e avversario. Nel secondo tempo lotta, e rimedia un po’ di tacchetti sulle dita. Contromano.

Alby Anguilla. In difesa è in difficoltà. Nel secondo tempo, visto che anche che gli avversari scendono poco sulla sua fascia, decide di posizionarsi stabilmente avanti e sfodera una grande prestazione. Bifronte.

Gianluca. Stoicamente risponde alla convocazione nonostante infortunio e pioggia. Fa il guardalinee e dispensa incoraggiamenti con una tenuta che non può passare inosservata. Bandiera.

Il Mister. La pareggite è ormai conclamata: paura di vincere? Paura di perdere? Paura delle sue sfuriate negli spogliatoi? X-Man.